Main Menu
African Swine Fever: how to stay one step ahead
Gestione di un focolaio di afta epizootica e norme di biosicurezza

Uno studio effettuato dall’IZS delle Venezie evidenzia che i cani importati in Italia dall’Est Europa mostrano un tasso di inefficienza vaccinale nei confronti della rabbia superiore rispetto a quello registrato nei cani sottoposti a vaccinazione in Italia.

Lo studio è stato pubblicato sulla rivista – Zoonoses and public health – ed ha previsto l’analisi di  21.000 campioni di siero ematico, prelevati sia da cani vaccinati per rabbia in Italia per l’espatrio che da cani importati e vaccinati all’estero, in particolare in Albania, Repubblica Ceca, Ungheria, Montenegro, Polonia, Romania, Slovacchia, Russia, Serbia ed Ucraina.

Dal confronto dei dati raccolti è emerso che, se nel 5,89% dei cani italiani, la vaccinazione è stata inefficace nel rendere l’animale immune al virus della rabbia , il  tasso di inefficacia risulta di gran lunga superiore nei cani importati dai Paesi dell’Est Europa, con un valore di13,15%.

Le motivazioni possibili possono imputarsi o allo stress causato dal trasporto degli animali o ad una somministrazione vaccinale ricevuta prima delle 12 settimane di età come raccomandato dagli standard internazionali o ancora alla contraffazione dei certificati di vaccinazione.