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African Swine Fever: how to stay one step ahead
Gestione di un focolaio di afta epizootica e norme di biosicurezza

Articoli BAS

Il taglio sistematico della coda nei suini di pochi giorni di età negli allevamenti intensivi è una pratica molto diffusa in diversi paesi sia europei che extraeuropei. La legislazione comunitaria tuttavia impone che la caudectomia nei suini non possa essere eseguita di routine, autorizzando il mozzamento di una parte della coda, solo a seguito di comprovata presenza di ferite, lesioni o graffi.

Tale pratica viene fatta eseguire per evitare eventuali episodi di caudofagia , causa di perdita di peso o comparsa di anomalie delle carcasse , che ne determinerebbero il deprezzamento.

La morsicatura della coda tra suini in realtà è un comportamento dettato da situazioni di stress.

Questo stress è solitamente causato da condizioni ambientali e pratiche di gestione inadeguate, legate alla carenza di fattori quali: materiali di arricchimento, comfort termico, luminosità, dieta, pulizia dei recinti, salute e benessere.

In Italia, a seguito di un audit dell’Unione Europea, condotto nelle aziende agricolo-zootecniche della Lombardia e dell’Emilia-Romagna nel novembre 2017, è stato rilevato un tasso di caudectomia particolarmente elevato (98% degli allevamenti). La violazione della Direttiva europea 2008/120/CE espone il nostro paese al rischio di una procedura d’infrazione.

A tal fine ,la Direzione generale della sanità animale e del farmaco veterinario del Ministero della salute  ha elaborato e pubblicato un Piano di Azione Nazionale  (NOTA DGSAF 0015340 del 22/06/2018) per la prevenzione della caudectomia e il miglioramento del benessere animale.

Il piano si articola in due fasi:

La prima fase, effettuata nel 2018, ha previsto il monitoraggio e la raccolta dati negli allevamenti di suini per individuare i fattori che predispongono alle morsicature, e di conseguenza al taglio della coda.

La raccolta delle informazioni è avvenuta attraverso la compilazione di una scheda di autovalutazione al fine di classificare gli allevamenti in base al grado di benessere animale presente.

La seconda fase è a carattere operativo, in essa gli allevatori dovranno iniziare a introdurre nelle proprie strutture piccoli gruppi di suinetti con code non tagliate, che serviranno per testare i miglioramenti ambientali e gestionali realizzati per prevenire le morsicature.

Gradualmente, nel corso dei successivi cicli di allevamento, il numero di suini con code non tagliate verrà aumentato.

In caso di morsicature, andranno previsti nuovi interventi migliorativi sulle condizioni delle strutture e degli animali. La fase operativa del piano è attiva dal 1 gennaio 2019.

L’allineamento del settore produttivo suinicolo a quanto atteso in materia di benessere animale a livello europeo è di fondamentale importanza per la produzione e la commercializzazione dei prodotti suinicoli nazionali che rappresentano un settore di eccellenza del made in Italy in Europa.